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FABRO by "L'Umbria che non ti aspetti"

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Il Post

  • Scritto da: Sandro Fiorentini
  • Il: 26/07/2021 10:05:07

Importante centro del nord della Provincia di Terni, Fabro sorge su un’altura, a 364 m s.l.m., sovrastante la porzione più meridionale della Val di Chiana romana. Cittadina dalla plurisecolare storia, Fabro è capoluogo comunale, fra le altre, dell’antico borgo di Carnaiola e vanta un interessante territorio ora ricoperto dai fertili campi chianini, ora contraddistinto dagli erti quanto affascinanti calanchi di questa parte dell’Umbria.

LA STORIA

Luogo abitato già in epoche remote, al confine fra i territori delle lucumonie etrusche di Chiusi e di Volsinii, l’odierna area fabrese intensificò la propria importanza in età romana, sorgendo lungo la via Traiana Nova (che collegava la stessa Chiusi con Volsinii Novi, l’odierna Bolsena), come confermato dal ritrovamento di un cippo miliare e di tre tombe alla cappuccina di età tardo-imperiale.

Il primo stabile insediamento sorse, tuttavia, fra il X e il XII secolo. Al 1118 risale il primo documento che menziona il borgo, in esso chiamato “Castrum Fabri”

Il nome è usualmente associato all’arte fabbrile e, in effetti, lo stemma civico raffigura un martello poggiato su un’incudine, a propria volta sostenuta da un ceppo; altra ipotesi, non inverosimile, è che il toponimo possa riferirsi al nome proprio “Fabrus” (o “Fabrulus”), piuttosto diffuso in queste terre nell’Alto Medioevo.

Assoggettato al dominio di Orvieto, fu a lungo feudo della famiglia ghibellina dei Filippeschi, rivale dell’altra grande casata orvietana, guelfa, dei Monaldeschi. 

Nel 1313, con la definitiva affermazione di questi ultimi, Fabro passò nei relativi possedimenti. 

Ma, nel 1337, con la morte di Manno Monaldeschi, signore di Orvieto, tale città e il relativo territorio entrarono in una fase di grande instabilità politica, cagionata da un nuovo conflitto interno fra le fazioni dei Malcorini e dei Muffati. Fabro, all’epoca appartenente a Bonconte Monaldeschi della Vipera, parteggiò per i Malcorini, a cui il relativo signore apparteneva, e mantenne tale posizione anche allorché i conti Montemarte di Corbara acquisirono diritti sul borgo. 

Nel 1480, a causa di una serie di contrasti fra costoro e lo Stato pontificio, papa Sisto IV assegnò il feudo fabrese al nipote Bartolomeo della Rovere, che l’anno seguente lo cedette a Orvieto. 

Di lì a poco, tuttavia, la contessa Manfilia Montemarte di Corbara avanzò diritti ereditari su vari castelli della zona, incluso Fabro. La controversia, dapprima legale, degenerò in un vero e proprio conflitto armato, anche perché Cesario Bandini da Castel della Pieve, marito di Manfilia, aveva nel frattempo occupato militarmente i castelli oggetto del contendere. Con il trattato di pace di Monteleone d’Orvieto del 1497, Fabro e la vicina Salci furono assegnati a Manfilia e ai Bandini, mentre la stessa Monteleone fu conferita ad Orvieto. 

Sotto la signoria dei Bandini, Fabro si dette il primo statuto comunale.

Successivi passaggi sotto vari signori fra il Cinquecento e il Seicento si conclusero, nel 1638, con l’acquisto di Fabro da parte di Orvieto. 

Nel 1654, il feudo fabrese fu acquistato da Carlo Maria Lanci e, nello stesso anno, elevato a marchesato da papa Innocenzo X. 

Seguì, tuttavia, un nuovo periodo di continui mutamenti di titolarità del castello e del relativo marchesato, fino a quando quest’ultimo, nel 1818, si estinse a seguito della soppressione dei feudi pontifici da parte di papa Pio VII. 

Divenuto autonomo comune, con l’Unità d’Italia entrò a far parte del nuovo Stato, inglobando nel 1869 l’attiguo comune di Carnaiola. 

L’apertura, nel 1861, della ferrovia Firenze-Roma e la crescita della locale economia aveva nel frattempo avviato un notevole incremento demografico della popolazione, oltre ad aumentare l’importanza geografica di Fabro. Con l’inaugurazione, il 4 ottobre 1964, del tratto dell’Autostrada del Sole fra Chiusi e Orvieto, Fabro, munita di un casello, si erse a vero e proprio snodo dell’Umbria occidentale. 


tratto da "L'Umbria che non ti aspetti, Wonderful Experience of Italy", autore Lorenzo Berna

Foto by Paolo Menchetti



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