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Abbazia dei Sette Frati

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Il Post

  • Scritto da: Alessia  Marchetti
  • Il: 31/07/2019 12:10:43

L'Abbazia dei Sette Frati sorse tra l’XI secolo e la prima metà del XII secolo.
Infatti, il più antico documento in cui il monastero è menzionato è una bolla papale datata 1.136 attribuita a Innocenzo II, che lo certifica tra i beni vescovili di Perugia.
L'abbazia si trova nei pressi del borgo di Pietrafitta, sulla strada che conduce a Castiglion Fosco, ed è dedicata ai sette fratelli martiri Gennaro, Felice, Filippo, Silano, Alessandro, Vitale e Marziale.
Dopo un iniziale periodo di ricchezza e di prosperità, come dimostrano i lavori di fortificazione con il torrione e le merlature, nel Quattrocento iniziò un periodo di decadenza per l'abbazia, tanto che fu concessa in commenda ad insigni famiglie perugine, quali i Baldeschi, gli Oddi, i Baglioni e i Corgna.
Dopo l'Unità d'Italia, invece, fu venduta dallo Stato alla famiglia Cesaroni, per poi passare, nel 1921, alla famiglia Sposini, che ne è l'attuale proprietaria.

Struttura
Un bellissimo arco d'ingresso introduce ad una grande corte, da dove si accede alla dimora dell'abate e dei monaci e alla sala capitolare.
Gli interni degli ambienti della palazzina, quali il loggiato, il portico e il refettorio, sono impreziositi, oltre che da stemmi, anche da bellissimi affreschi con scene bibliche.
La chiesa romanica, che si presenta semplice e lineare, con una facciata in cortina di conci, abbellita da un rosone, presenta un tetto a capanna ed un'unica navata con volta a botte.
Al suo interno è custodita una pala dell'artista perugino Girolamo Danti raffigurante la Madonna con i sette fratelli, riuniti in adorazione della Vergine, vestiti alla maniera romana, con la tunica, il pallio ed un ampio mantello allacciato su una spalla. 

Adiacente alla chiesa c’è il monastero, il cui cortile o chiosco, disposto ad “ U ”, si caratterizza per una doppia loggia interna,con archi a tutto sesto, mentre nelle stanze interne sono custoditi affreschi con episodi del Vecchio Testamento.
Nell’antico presbiterio della chiesa si trova l’originario altare in pietra, con una croce recante l’iscrizione "CRUX LUX LEX VITA".  Sotto l’altare è collocata, invece, la cripta. 

Aspetto attuale
La struttura conventuale ed i terreni di pertinenza oggi sono interessati da una struttura agrituristica con annessa azienda agraria.
Esternamente la vista è ripagata da un bellissimo giardino, definito “dei Ricordi”, dove è possibile ammirare piante di albicocchi,  lavanda, rosmarino, salvia, menta, oltre che vite, glicini, rose rampicanti, zucche ed altri fiori.




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