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Lugnano in Teverina sorge su di un colle roccioso; a Nord ed
a Nord-Est il borgo è protetto da una catena di monti costantemente verdi e facilmente
accessibili. Dall'alto delle sue antiche mura si scorge il Tevere, che lambisce
le sue terre. Lungo la valle che da esso prende il nome si gode uno splendido
panorama. Il territorio prevalentemente collinoso, si estende per circa 3000
ettari tra coltivazioni cerealicole, vigneti ed oliveti dai quali viene
prodotto olio extra-vergine di finissima qualità .
Nel periodo romano è certamente uno dei centri preminenti del cosiddetto "agro-amerino-romano" che si estendeva presumibilmente dalla Via Amerina fino a Guardea. Tutto ciò risulta documentato sia da scoperte archeologiche, i cui numerosi reperti sono conservati in un Antiquarium della Villa Romana di Poggio Gramignano (questa zona viene citata nelle opere di Plinio il Giovane).
Nell'alto e basso medioevo Lugnano presenta uno sviluppo piuttosto singolare, diventando comune intorno al 1000. Nei secoli XI e successivi vengono indicati numerosi signori di Lugnano:
In realtà questi personaggi
vanno considerati come "defensores" (difensori), ai quali i Papi
affidavano la difesa dei loro territori e terre. Signori e padroni della terra
di Lugnano sono sempre i Papi, in quanto il territorio è parte integrsente del patrimonio di San Pietro.
Lungnano in Teverina è storicamente alleata o dipendente della città di Orvieto, ne segue le vicende nella contesa tra Guelfi e Ghibellini, in particolare contro Todi ghibellina a cui sottostavano Amelia e i Signori di Alviano, proprietari di Alviano, Guardea e Attigliano.
Una bolla di Gregorio IX (1 Aprile
1239) indica la vittoria dei lugnanesi e degli orvietani contro Todi ed Amelia che
avevano assalito Lugnano. Le mire espansionistiche di Todi, per il controllo
del Tevere, fanno si che Lugnano rimanga isolata verso l'interno, con il solo sbocco verso
Orvieto e i castelli oltre il Tevere.
Nel 1449 su ordine di Pio II (Enea Silvio Piccolomini) vengono restaurate le mura della Terra di Lugnano, la spesa comunque è a carico della Comunità . Nel 1497 è Bartolomeo d'Alviano che rovina e depreda la Terra di Lugnano. Il fatto si rinnova nel 1502 per opera dei fratelli di Bartolomeo, l'abate di S. Valentino, Bernardino e Aloisio di Alviano.
Nonostante tutto, la comunità reagisce e sotto la spinta rinnovatrice di Giulio
II si dota del compendio organico degli Statutari ordinamenti, che risalgono al
XI secolo: lo statuto della Terra di Lugnano (1508). Esso contempla e regola
ogni aspetto della vita sociale, delle interrelazioni tra Comunità e singoli e
nei minimi dettagli relazioni tra persone, relazioni lavorative, proprietà compreso il possesso di animali e la gestione del territorio. Questo tesoro
di civiltà è oggi tradotto e disponibile in un testo pubblicato dallo studioso
lugnanese Terzo Pimpolari.
Nel XVII° secolo inizia il declino del Comune, provocato dalla perdita del senso di "comunità " da parte dei cittadini e dall'emergere di una oligarchia di poche famiglie nel governo del Comune, che via via si appropriano dei sui beni. Nel corso degli anni si verifica un progressivo deterioramento delle attività economiche con un conseguente costante indebitamento che provoca un ulteriore aumento della povertà della popolazione.
La situazione non cambia nel XVIII° e nel XIX° secolo. In questo periodo interviene, a sostegno della popolazione, il Capitolo della Collegiata di S. Maria che, durante la Repubblica Romana e il Regno di Napoleone, impegna gli argenti della chiesa per comprare il grano per il pane.
Verso la metà del XIX° secolo si risveglia, in parte, il senso comunitario ed iniziano le cause giudiziarie contro i Vannicelli e i Bufalari per il recupero dei beni comunitari di cui si erano appropriati. Queste cause giudiziarie terminano con la "Transazione Vannicelli" (10 giugno 1910), che prevede la costituzione dell’Università Agraria (23 Aprile 1913), che diventa proprietaria di circa 800 ettari di terra.
Agli inizi del 1900 Lugnano conta 2243 abitanti: di cui 785 all'interno del paese; 1458 in campagna, quasi tutti contadini. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale porta con se povertà e malattie, come spagnola e la tubercolosi.
Al termine della guerra il bilancio è
di 35 caduti.
Nonostante le tante vicissitudini, Lugnano della Teverina, mantiene integra ancora oggi la sua bellezza, circondata da un ambiente incontaminato ed accogliente offre in tutto il suo splendore il fascino della Chiesa, degli edifici storici e del borgo.
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