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Il termine stress ha percorso molte lingue prima di arrivare
a noi: la sua ultima derivazione è inglese con il
significato di “sforzo”, ma
prima è passato per il francese antico “éstréce”,
che vuol dire “strettezza, oppressione”,
a sua volta derivante dal latino “strictus”, stretto.
Nel linguaggio medico è la risposta funzionale con la quale
l’organismo reagisce ad uno stimolo più o meno violento (stressor) di
qualunque natura.
Come per l’ansia, ma in modo più discontinuo e a volte violento,
lo stress può condurre a periodi di depressione,
frequenti tachicardie e attacchi di panico.
In un mondo che richiede sempre più grinta, determinazione, competitività,
che esalta i valori del successo personale e della produttività,
che aborrisce “perdere tempo”, la sindrome da stress è la
principale misura dello sforzo di adattamento e del disagio a cui l’organismo è sottoposto.
Connaturata alla mentalità occidentale l’idea di voler piegare
e dominare l’ambiente e gli eventi ai propri voleri, il pensiero
orientale, al contrario, ritiene più saggio adattarsi agli eventi
man mano che questi si presentano.
Nell’accezione comune, il termine stress è diventato sinonimo
di eccessiva tensione, caotico accavallarsi di
impegni e di ruoli, impossibilità a rilassarsi,
persino disagio esistenziale.
Per prevenire lo stress, sarebbe in verità sufficiente affrontare
l’evento che provoca allarme solo nel momento in cui si presenta.
In generale, invece, vi è la tendenza e l’abitudine a pre-occuparsi
di quanto potrebbe accadere, anziché occuparsi di quanto sta per
accadere.
L’eccessiva stimolazione dei sistemi di allarme che si ottiene in
questo secondo caso metterà l’organismo cronicamente
in tensione: ecco spiegate le contratture dolorose alle spalle
e agli arti, in generale del tutto inconsapevoli, che spesso hanno il senso
di segnalare i “ pesi che l’individuo deve sopportare
Lo stress è spesso una degenerazione dell’ansia, quindi in
linea di massima possono valere gli stessi suggerimenti per alleviarne
gli effetti. |
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