umbria in, il portale dell'umbria

IL SENO

 
stanchezza
stipsi
stress
traumi, ferite

Non sempre al seno femminile è stato attribuito un significato erotico così accentuato come lo è nella letteratura, nelle arti visive, nell’iconografia pubblicitaria di oggi.
In realtà, anzi, la simbologia prevalente è quella di attributo della Grande Madre, raffigurazione del
principio creativo del femminile che nutre di sé e sostiene ogni creatura. Molte iconografie religiose, soprattutto orientali, raffiguravano la dea con tre seni o anche tre paia di seni, a sottolineare l'importanza nel femmineo di questa parte del corpo, deputata a consentire la vita.
Lo spuntare del proprio seno è un evento atteso con trepidazione, sia in senso positivo, in quanto segno
tangibile del divenire adulte, dell’inizio della vita “da donna”, sia in senso negativo, poiché simboleggia un passaggio oscuro, ignoto, al quale non ci si sente ancora pronte. Questo può comportare qualche difficoltà che si esprime, più comunemente, con il ritenere il proprio seno troppo grosso o troppo piccolo con conseguenti difficoltà relazionali e pudori eccessivi,
La conoscenza di sé e quindi la capacità auto-identificativa e la sicurezza di una persona passano in primo luogo attraverso il riconoscimento e l’accettazione delle sensazioni provate: ecco perché il periodo puberale, denso di eventi e sensazioni nuove e inquietanti, può connotarsi per il cattivo rapporto con l’immagine di sé e con il proprio e l’altrui corpo.
Così, è facile vedere adolescenti che esibiscono in modo quasi provocatorio il proprio seno, e altre che camminano curve a nasconderlo, come se rappresentasse chissà quale colpa. In entrambi i casi è palese che la presenza del seno crea un problema con se stesse, con l’accettazione del proprio “nuovo” corpo e con gli altri, che con i loro giudizi possono fungere da specchio, rimandando quindi un’immagine accettabile e vincente o al contrario negativa e fonte di frustrazioni.
Ma l’abbandono definitivo di questa mentalità è tipico dell’età più adulta, quando la donna ha accettato e integrato le proprie caratteristiche in un Sé allargato e le ritiene comunque “qualità” corrispondenti al proprio modo di essere.
La funzione primaria del seno è l’allattamento; eppure viene piuttosto svalutata, a fronte di una forse eccessiva erotizzazione di quest’organo.
In molte donne l’allattamento può comportare una serie di adattamenti psichici e fisici particolarmente
faticosi e stressanti: i ritmi non sempre ideali delle poppate, l’essere alla totale dipendenza di quel piccolo, l’incapacità di recuperare un momento unicamente per sé possono trasformare questo periodo in un vero e proprio tour de force fisico e mentale.
Tutto ciò può scatenare delle aggressività inconsce nei confronti del bambino, cui seguiranno, ovviamente, altrettanto inconsapevoli sensi di colpa. E’ possibile che molte delle angosce delle neomamme abbiano proprio questa origine.
 
Google
 
Web umbriain.it
© 2005/2008 Edizioni Duca della Corgna email