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LE MESTRUAZIONI

 
stanchezza
stipsi
stress
traumi, ferite

L’arrivo del mestruo può essere salutato come l’espressione più vitale e concreta della propria capacità creativa, biologica e psicologica; dall’altro, può essere caricato, anche se talvolta in modo inconsapevole, di un senso di paura, di vergogna, di sporcizia, nel migliore dei casi di fastidio e imbarazzo.
La fuoriuscita di sangue è difatti, per antonomasia, perdita di energia vitale, rischio per la propria integrità e venir meno della sicurezza dell’individuo. L’organismo, pertanto, mette in atto efficaci meccanismi emostatici finalizzati a impedire un eccessivo sanguinamento, ma nello stesso tempo permette lo “spreco” di sangue mestruale, per giunta senza nessuna ferita. Così, a questo sangue da “magica ferita” vengono attribuiti poteri sovraumani.
L’assenza di mestruazioni prima della fisiologica menopausa è sempre indice di “rinuncia” alla femminilità.
Il flusso mestruale segnala l’avvenuto distacco della vecchia mucosa che ricopriva l’utero e l’inizio del nuovo ciclo (passaggio morte/vita).
Coincide così con il momento di massimo rinnovamento dell’organismo della donna, in cui le energie femminili fuoriescono liberamente. Dal punto di vista simbolico, si dice spesso che l’eccessivo prolungarsi del mestruo può essere analogo a un “pianto” dell’utero. In effetti, questo disturbo si riscontra con una certa frequenza dopo veri e propri lutti o abbandoni di persone (specie partner) molto significative.

 
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