E’ l’osso
il tessuto più compatto e rigido dell’organismo.
Oltre a costituire l’impalcatura
di tutto il corpo,
alla quale si attribuisce la solidità e la capacità di
sopportare carichi ingenti (non solo materiali, ma anche
psicologici: ”avere
le spalle larghe”), l’ossatura,
grazie alla sua plasticità,
consente, il movimento di deambulazione. La sua scarsa
flessibilità richiama
la rigidità morale e non a caso spesso questo
tratto caratteriale si riscontra nei soggetti che soffrono
significativamente di disturbi alle ossa e alle articolazioni.
La colonna vertebrale è in numerose culture assimilata
all’axis mundi, l’asse portante, albero o
pilastro che si innalza dalla terra al cielo, a collegarli
e a stabilirne l’ideale centro. E in effetti la
colonna vertebrale costituisce l’asse
su cui poggia il resto del corpo e il controllo neuro-muscolare di
quasi tutto l’organismo attraverso il midollo spinale
in essa racchiuso. Nella schiena scorrono i principale canali
energetici, che si distribuiscono poi in tutto
il corpo.
E’ noto il ruolo del midollo spinale come regolatore e distributore di una certa forma di
energia e si definisce comunemente “senza midollo” chi
dimostra assenza di iniziativa e scarso nerbo.
I disturbi
alla schiena suggeriscono diversi significati simbolici a
seconda della loro localizzazione e della modalità con
cui si presentano. Il tratto cervicale, ad esempio, sul quale
poggia la testa – il
mondo dei pensieri, della volontà, della coscienza – è retto
da una vertebra, l’atlante, che richiama
nel nome il mitico titano costretto a portare
il mondo sulle spalle, suggerendo un analogo sforzo di questa
zona della colonna nel sopportare il peso delle responsabilità, delle decisioni razionali, della
volontà cosciente. E se il tratto
dorsale percorre
poi il torace, sede degli affetti e delle emozioni,
quelle lombosacrale si colloca in relazione al mondo
istintuale e alle sue pulsioni.
Persone che si sentono letteralmente “schiacciate” dall’essersi
assunte ruoli o impegni non compatibili con la loro natura,
oppure semplicemente troppo gravosi. Spesso è presente
un problema di sopra o sottovalutazione della propria
immagine, o il non volere a tutti i costi venire meno
alle aspettative altrui. Indubbiamente non è facile “chinare
la testa” davanti alla necessità di adattarsi
alla vita sociale.
Chi incorre periodicamente in disturbi in questa zona è di
solito un soggetto dotato di una forte carica
istintuale (anche nel senso dello spirito di iniziativa, del perseguimento
di obiettivi, dello slancio nella loro realizzazione, della
creatività). Questa
potenzialità è di difficile gestione, ecco
intervenire il dolore o il blocco: chi voleva essere
tutto di un pezzo è così letteralmente
costretto a “piegarsi”. |