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DISINTOSSICAZIONE

 
stanchezza
stipsi
stress
traumi, ferite
il rinnovamento primaverile è sempre stato tradizionalmente accompagnato da pratiche igieniche e alimentari volte ad ottenere un analogo rinnovamento nel corpo, nella psiche e nell’ambiente ( prosaiche “pulizie di primavera”).
Quelli che si consigliava particolarmente di evitare erano di solito i cibi carnei, considerati “impuri”, sia perché ottenuti sacrificando la vita dell’animale, quindi con un atto cruento e mortifero, sia perché troppo ricchi dell’impronta e delle sensazioni psichiche appartenenti all’animale stesso.
I riti della Quaresima consistevano, oltre al digiuno, anche in volontarie rinunce, sacrifici, preghiere di espiazione e penitenze. Tutto ciò era indirizzato a favorire la propria purificazione in favore di una più intensa spiritualizzazione. Obiettivo primario era il “passaggio” verso una più elevata condizione dell’essere, un differente stato di coscienza.
La tradizione medica occidentale non ha comunque mai trascurato l’idea della necessità di purificare o purgare il corpo soprattutto in determinati periodi dell’anno, o per riattivare le energie.
Una delle prime operazioni per fare ciò era di solito proprio la purificazione, che aveva modalità differenti a seconda della costituzione del paziente e del risultato che ci si prefiggeva di raggiungere.
Digiuni, purghe e salassi, che oggi hanno l’aria di reperti da museo, dovevano svolgere la funzione di attivatori dei processi naturali di auto-guarigione, accompagnati anche da diete specifiche, riposo, aria pura, attività fisica moderata, un po’ di svago: pochi elementi, che però erano in molti casi sufficienti a recuperare le energie e il buonumore, ovvero a purificare e rinnovare i fluidi corporei e lo spirito.
 
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