Capelli lunghi, corti, lisci, ricci, folti, fluenti o ordinati:
ornamento di grande fascino, richiamo
sessuale e di seduzione,
la capigliatura è in realtà investita di
significati simbolici. I capelli sembrano infatti espressione
di un’energia viva, capace di ricrearsi in continuazione.
Grande valore simbolico viene attribuito anche al colore dei capelli: la capigliatura
scura accentua infatti l’elemento
terra, materia, istintualità; quella bionda sembra
collegarsi maggiormente a un simbolismo
solare, di lucentezza
e chiarore.
Il taglio dei capelli, fino alla rasatura completa, ha in
realtà sempre avuto, nella tradizione religiosa e
culturale, il senso di sacrificio o anche di mutilazione
di alcune virtù dell’essere umano, fino al significato
estremo di perdita della propria identità profonda (simili vissuti si ritrovano anche in casi di gravi alopecia).
I capelli ricci sono associati a qualcosa
di molto vitale; i capelli ondulati riportano
a un pensiero che si articola in maniera flessibile e nuova;
quelli lisci una linearità che
può caratterizzare anche i contenuti mentali. Allo
stesso modo anche la consistenza dei capelli, forti o esili,
la docilità al pettine, la presenza di nodi, lo loro
vitalità possono ricollegarsi a situazioni
caratteristiche del modo di pensare di un soggetto, presenti nel suo essere.
Benessere della persona e benessere dei capelli dunque si
collegano. La loro caduta è legata al ciclo
stagionale
e richiama la perdita di forze, di interessi, di cose lasciate
dietro di sé: una rapida caduta di capelli può in
effetti conseguire un lutto –reale o immaginario- o
una rinuncia preventiva alla vita, come una sorte di precoce
invecchiamento.
E’ molto spesso riscontrabile un vissuto
di rinunzia, di delusione e di abbandono rispetto a investimenti emotivi
o affettivi, o squisitamente sessuali, tanto che una apparentemente
immotivata perdita della capigliatura viene spesso interpretata
come una simbolica auto-castrazione. I capelli sono poi assimilati
a qualcosa di vitale e creativo che si spinge verso l’alto.
Sembrano insomma appartenere a un mondo delle idee, un mondo “alto”.
In tutte le culture i capelli delle donne sono sempre stati
associati al pube. In Occidente le ragazze da marito portavano
i capelli sciolti sulle spalle ad indicare uno stato
libero,
ma appena sposate dovevano tagliarli o legarli, per significare
una mancanza di disponibilità sessuale.
La Chiesa Cattolica tuttora vieta alle donne di entrare in
chiesa con i capelli scoperti per assistere alle funzioni
religiose, e nel caso di suore e monache la proibizione
di esporli è assoluta.
Un riferimento che è ancora più evidente nelle
culture islamiche, dove addirittura soltanto i mariti ed
i familiari stretti, oltre a persone di sesso femminile,
possono liberamente guardare i capelli della donna, che all’esterno
della propria abitazione deve sempre uscire con la testa
coperta, fino all’estremo del burqa.
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