In molti casi è decisamente correlata allo stress,
del quale costituisce spesso la fase iniziale
e preparatoria.
La velocità e la frenesia che caratterizzano i ritmi della vita attuale
sembrano già dei buoni motivi per instaurare uno stato ansioso. Impazienza,
intolleranza, irrequietezza, difficoltà di concentrazione o attenzione
esagerata al dettaglio, ma anche timori ingiustificati, sensazione
di imminente pericolo o veri e propri attacchi di angoscia sono
alcuni aspetti di questa vasta e articolata sintomatologia.
In realtà, l’organismo dell’ansioso sta in questo modo segnalando
un’eccessiva e troppo prolungata richiesta di prestazioni:
questi sintomi sono perciò nello stesso tempo le manifestazioni di una difesa
in atto e i tentativi di mantenere un equilibrio, per
quanto non ottimale
Una lieve tensione emotiva può fungere da incentivo per
la concentrazione e serve a incanalare meglio le proprie energie in vista di
un obiettivo significativo. Meno utile e anzi controproducente è invece
quando il medesimo stato d’animo si presenta anche in momenti che non prevedono
un particolare coinvolgimento intellettuale o emotivo. In questi casi, l’ansietà spinge
il soggetto a evitare il confronto con il riposo, la passività, il “vuoto”,
e a preferire di programmare e cercar di considerare gli eventi futuri, così da non
entrare in contatto con la realtà attuale, in cui spesso non
si sente all’altezza della situazione.
Si può dire che in genere chi si fa attanagliare costantemente da questo
tipo di ansia cerchi in un certo senso di rifuggire un presente che appare
ricco di incognite e incertezze in vista di un futuro che può venire
riempito da qualsiasi aspettativa. Questo tipo di ansioso è anche preda
della fretta: esaurita la spinta iniziale che lo proietta nel futuro l’interesse
decade immediatamente, per la sua difficoltà a vivere gli eventi momento
per momento, mentre essi si presentano.
Va comunque distinto lo stato ansioso, che può essere
spesso una costante nella vita di molte persone, dall’ansia vera
e propria, che è legata a determinati fenomeni casuali e temporanei.
Una persona può ad esempio comportarsi in modo perfettamente normale nella
sua quotidianità, ma diventare improvvisamente ansioso se deve salire
su di un aereo, intraprendere un viaggio più lungo del solito, prendere
una nave o, in situazioni fobiche, sporgersi da un balcone, entrare in un ascensore,
o semplicemente traversare una piazza. Lo stato ansioso cronico invece somiglia
ad una forma, magari più leggera, di autismo: la persona ha bisogno di
riferimenti sicuri, tende ad evitare le novità e le sorprese, ha pochi
amici e sempre quelli. Non è raro che in situazioni poco controllabili
l’ansioso si rifugi nell’alcool, nel fumo eccessivo fino alle droghe
in generale, nel tentativo di tornare ad uno stato precedente più conosciuto.
Come affrontare l’ansia.
Nei casi più gravi è necessario in primo luogo calmare intanto
l’organismo, e per ottenere una risposta immediata vanno bene dei leggeri
tranquillanti d’uso quotidiano, sostituibili per chi li preferisce
da composti a base d’erbe, come la valeriana, e da tisane di erboristeria.
Meglio comunque non fare da soli, e rivolgersi sempre ad uno specialista.
Indicate sono anche leggere modifiche nell’ambiente dove
il soggetto vive o lavora: sostituire il colore delle stanze, aggiungere piante
verdi, cominciare a fare uso di candele o, se si possiede accendere più spesso
il camino: le fiamme hanno sempre un leggero effetto ipnotico e rilassante. Armonizzare
insomma l’habitat con colori, forme e situazioni in maggiore sintonia con
sé stessi.
L’uso della psicoterapia è importante per ritrovare
la causa scatenante l’ansia, e che ha costellato i vari atteggiamenti in
modo che vari atteggiamenti vengano elaborati per produrre tensione.
Un tipo d’ansia che è sempre esistita, ma che negli ultimi decenni
ha raggiunto nel maschio proporzioni preoccupanti è quella da
prestazione. Il diverso e più sicuro coinvolgimento delle donne
con il sesso, modifica in buona parte il ruolo di “predatore” che è stato
appannaggio del modus maschile da millenni, e quindi l'uomo, deprivato del suo
ruolo base, perde la sicurezza e la tranquillità necessarie per lo svolgersi
di un buon rapporto, e si preoccupa della qualità delle sue prestazioni
sessuali che possono essere ormai facilmente messe in discussione. L'ansia da
prestazione quindi è diventata uno dei principali simboli del cambiamento
dei ruoli fra i due sessi.
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