L'utilizzo delle piante per risolvere affezioni di ogni genere è una delle più antiche pratiche mediche: risale addiruttura alla preistoria ed ha nel corso dei tempi dato origine a quella figura predominante, in ogni piccolo e primitivo contesto umano, chiamato sciamano, stregone, o guaritrice.
Fu con Ippocrate di Coo però che si definì l'arte medica, dividendola in tre grandi settori: le erbe, il tocco, la parola, praticamente le antesignane della fitoterapia e successiva farmacologia, della chirurgia e della psicoterapia.
Le erbe venivano impiegate sia come rimedio interno che esterno e nella maggior parte dei casi consigliate dagli stregoni "medici" di allora che davano al rimedio un significato ancor più esasperato proprio perché era considerato dono del divino, e loro stessi pretendevano di essere considerati intermediari fra l'Uomo ed il Cielo
Con la somministrazione dell'infuso, o decotto, o erbe in altra forma, inevitabile era quindi il rito cerimoniale per dare maggior risultato e ad assicurare un'efficacia più ampia possibile.
Ovviamente non sempre era così, ma con il tempo la fitoterapia è diventata una vera scienza, che si avvale di sostanze presenti in natura per intervenire con soluzioni mirate nella cura delle malattie, nella prevenzione e nelle indicazioni per mantenere un buon stato di salute
Principalmente il fine ultimo della maggior parte delle piante officinali è quello di stimolare le difese immunitarie.
La pianta è un insieme di parti aeree (fiori, frutti, foglie) e di parti sotterranee (radice e rizoma).
Con le piante è possibile fare infusi, tisane, decotti, bevande in genere oppure assumere la polvere contenuta in opercoli.
Testi liberamente tratti dall'opuscolo FARMACIA E FITOTERAPIA
Gemi Edizioni
Le informazioni sulle Erbe officinali riportate nella tabella a fianco hanno solo un fine divulgativo, e non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici
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