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Sarde in Saor
Croissant di Gamberoni
Calamari Ripieni
Baccalà Mantecato
Pennette all'Alessandro
Pasta e Fagioli
Sufflè al cioccolato
Coda di rospo al forno in salsa verde
Baccalà alla cappuccina
Bigoli in salsa
Cannocchie in umido
Capesante al Gratin
Seppie alla veneziana
Sformato di radicchio
Rombo al forno
Sarde in pacchetto
Bomboni al caffè
Risotto cozze e vongole fritto

SARDE IN SAOR
 


Dunque amici questo è la prima mia ricetta della quale però vorrei raccontarvi anche un po’ di storia di questo piatto.

Nel periodo della Serenissima Repubblica di Venezia, quando si partiva con le navi per viaggi lontani, il problema dell ’approvvigionamento era molto importante: allora non c’erano frigoriferi per conservare i cibi, e l’unica maniera per mantenerli era quella del sale ( vedi carni salate ) o l’aceto che è la base di questa ricetta. Poi quando i mercanti orientali assaggiarono questo piatto decisero anche di aggiungere i pinoli e l’uva passa rendendolo agrodolce, contribuendo così a creare uno dei piatti di pesce più buono in assoluto.

Ingredienti:

500 grammi di sarde fresche
500 grammi di cipolle bianche
25 decilitri di olio extravergine
½ lt. di olio di semi
Un bicchiere di vino bianco
Un cucchiaio di pinoli
Un cucchiaio di uva sultanina
½ bicchiere di aceto bianco
Sale e pepe q.b.

Preparazione:

Pulire bene le sarde togliendo loro la testa le viscere e le squame

Asciugatele infarinatele e fatele friggere in una padella con l’olio di semi che precedentemente avevate fatto scaldare, rigiratele e quando saranno cotte adagiatele su un foglio di carta da cucina per asciugarle, fatto questo mettetele in una pirofila.

Ora pulite le cipolle e affettatele anche a fette grossolane e mettete il tutto, cipolle olio extravergine sale pepe vino pinoli uvetta, in una pentola atta contenere il tutto, accendete la fiamma e portate a bollore dopodichè coprite e abbassate la fiamma, lasciate cuocere per almeno quarantacinque minuti o comunque quando vedete che le cipolle siano abbastanza cotte, di tanto in tanto mescolate onde evitare che si attacchino sul fondo, a questo punto aggiungete l’aceto, alzate la fiamma e lasciate scoperto in maniera che l’aceto evapori per almeno altri dieci minuti, versate il tutto sulle sarde e lasciatele raffreddare, servitelo freddo magari il giorno dopo con una fetta di polenta che avevate preparato alla mattina e poi abbrustolita su una griglia o su una padella antiaderente.

Come già spiegato questo è un piatto che si imbarcava sulle navi, quindi era destinato a sfamare i marinai per lungo tempo, dunque potete lasciarlo in frigorifero poiché più tempo passa e più si insaporisce.

Il vino indicato sarebbe un tocai o prosecco.

La variante potrebbe essere gli scampi al posto delle sarde,

Buon appetito amici e non esitate a contattarmi per inviarmi i vostri commenti, dubbi o tutto ciò che vorrete sapere: giorg.alessandro@alice.it.
Ciao a tutti e alla prossima, Alessandro.

 
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